Accettazione

Di fronte a una difficoltà o a un insuccesso puoi: rassegnarti, fuggire, attaccare.
Se ti rassegni, ti spegni. Spegni le tue energie e stai lì, in quel limbo fumoso di sentimenti contrastanti ma inespressi.
Se fuggi, ricominci daccapo ma non affronti chiaramente e nettamente i motivi per cui non hai raggiunto il tuo obiettivo. Dimentichi tutto. Anche le cose buone che hai fatto, il tuo impegno, i tuoi sacrifici, il tuo investimento.
Se attacchi, se ti arrabbi, se cominci a prendertela con tutto e con tutti, in un certo senso fuggi ancora, da te stesso, perché proietti fuori da te ciò che non hai il coraggio di vedere dentro di te.
C’è una quarta possibilità: l’accettazione. Accetti di aver perso, di non esserci riuscito, di aver fallito. Ma non ti lasci andare, non spegni le tue energie, perché accettare vuol dire inglobare, incamerare la sconfitta e, dunque, rielaborarla, metabolizzarla. Dall’accettazione possono rifiorire energie inespresse, nuove idee, nuova forza. Nuovi inizi che non demonizzano, né rimuovono, né sopravvalutano il passato, l’errore, il dispiacere.

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